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La lettera al Procuratore della Corte penale internazionale.


Mr. Karim A. A. Khan QC
Prosecutor of the International Criminal Court (ICC)

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Oggetto: inchiesta sui crimini di guerra in Ucraina – appello da   ItaliaStatodiDiritto. [1]

 

           Signor Procuratore Capo, 

            ItaliaStatodiDiritto è un’associazione composta da avvocati, professori universitari ed ex magistrati.  

            Come sostenitori del “buon diritto” stiamo seguendo con attenzione il lavoro del Suo ufficio, finalizzato a fare chiarezza sulla qualificazione di tanti fatti, sempre più gravi, che si succedono in Ucraina fin dal 2013. A dicembre 2020, quando l’allora Procuratrice Fatou Bensouda aveva annunciato la conclusione della preliminary examination in relazione a quanto accaduto nei precedenti sei anni e mezzo, eravamo rimasti particolarmente colpiti dai numeri diffusi, e in particolare dall’evidenza dei crimini di cui erano rimaste vittime migliaia di persone.

            Questo dopo che, durante l'esame preliminare, la Procura della Corte penale internazionale aveva dichiarato di aver beneficiato dell'impegno cooperativo delle autorità ucraine, compresa la fornitura di informazioni dettagliate sulle indagini e sui procedimenti giudiziari avviati a livello nazionale, circa condotte rilevanti per la giurisdizione della Corte, dalle autorità statali in relazione a presunti crimini compiuti ad opera di tutte le parti in conflitto. Analoghe informazioni, in merito ai procedimenti nazionali relativi alla situazione in Ucraina avviati dalla Federazione Russa, erano già state prese in considerazione nella valutazione preliminare dell’ufficio di cui ora Lei è responsabile. 

            Purtroppo non si ha conoscenza diffusa di quanto esattamente accaduto in Ucraina prima della drammatica aggressione armata oggi in corso: eppure, se si fosse potuto apprezzare compiutamente per tempo quanto accaduto in Crimea, nel Donbass e durante le proteste di “Euromaidan”, e se si fosse celebrato un processo pubblico per accertare le responsabilità di autori di gravi crimini, probabilmente si sarebbe arrivati al momento attuale con minor sorpresa, magari addirittura prevenendone il precipizio. Certo non confortano gli esiti del pur sollecito intervento della Corte penale internazionale nel 2011, su impulso del Consiglio di sicurezza dell’ONU, al tempo delle violente repressioni di manifestazioni nella Libia del dittatore Gheddafi.

            Siamo ben consapevoli delle difficoltà che incontra l’attivazione della giurisdizione della Corte penale internazionale; tuttavia avremmo auspicato di non dover attendere l’avverarsi di successivi, e tragici, crimini commessi a partire dallo scorso mese di febbraio – tra cui proprio l’aggressione armata verso uno Stato sovrano; condotta quest’ultima non direttamente perseguibile solo per motivi formali – perché l’opinione pubblica si rendesse conto dell’importanza che può avere per la pace e l’ordine mondiale il ruolo della Corte. 

            In quest’ottica abbiamo altresì accolto con grande favore il referral proposto da numerosi Stati (41 a oggi), tra cui l’Italia, che ha consentito il rapido passaggio alla fase dell’investigation anche in relazione ai crimini commessi a partire dal 2013, per i quali, come detto, a fine 2020 la Procura della Corte penale internazionale aveva già dichiarato di avere concluso la fase preliminare, ravvisando concreti elementi per procedere per crimini contro l’umanità oltre che per crimini di guerra. Come Lei ben sa il referral comporta la decisione degli Stati  «di riferire la situazione in Ucraina al Procuratore della Corte penale internazionale al fine di richiedere al Procuratore di indagare ogni atto integrante crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio, potenzialmente commessi sul territorio dell’Ucraina dal 21 novembre 2013 in avanti, incluse le attuali denunce di commissione di crimini in corso su tutto il territorio ucraino, con ciò chiedendo alla Corte di esercitare la sua giurisdizione rispetto all’ambito di accettazione [di giurisdizione della Corte] da parte dell’Ucraina».  Abbiamo inoltre apprezzato, Signor Procuratore Capo, la Sua decisione di svolgere sul campo le indagini, recandosi in Ucraina per raccogliere elementi di prova, nel pieno rispetto dei principi dello Stato di diritto, e di volere fare sentire con forza la voce della Giustizia - che dev’essere salvaguardata anche, e forse più, in caso di eventi bellici - nel nome della tutela della dignità umana, benché Lei non si sia nascosta la «miriade di ostacoli» che l’indagine in Ucraina comporta.

            Il passaggio alla fase dell’investigation consente - Lei lo sa meglio di noi! -  l’emissione dei provvedimenti previsti dall’art. 58 dello Statuto di Roma (rilascio da parte della Camera preliminare di un mandato d'arresto o di un ordine di comparazione). In forza degli elementi già raccolti per il periodo 2013-2020, e di quelli in corso di acquisizione a partire dallo scorso mese di febbraio, noi auspichiamo che, quanto prima, si possano adottare questi provvedimenti cautelari, nel pieno rispetto dei principi di indipendenza, legalità e giustizia universale che contraddistinguono la Corte penale internazionale, la cui nascita è stata una conquista per la pace mondiale, giacché «non c’è pace senza giustizia».  Sono precondizioni indispensabili, e quanto mai opportune, perché possa quanto prima essere celebrato un processo per questi gravissimi atti, e perché si possa contribuire a porre fine al conflitto mediante l’arresto di chi ne abbia al riguardo responsabilità per condotte criminali. Gli attacchi contro la popolazione civile, i bombardamenti contro obiettivi non militari - come quartieri residenziali, supermercati, ospedali - per di più compiuti su larga scala e in modo organizzato non possano essere considerati casuali. Va del resto segnalata la deportazione altrettanto organizzata della popolazione civile verso la Russia; e non può non essere considerata odiosa arma di gravissima prevaricazione criminale lo stupro sempre nei confronti della popolazione civile, magari seguito dall’omicidio per occultare i fatti. Gravissimi risultano episodi di tortura o di trattamento inumano e degradante posti in essere dagli occupanti nei confronti di operatori penitenziari ucraini non disposti a collaborare col nemico, così come va detto per condotte del genere rivolte a detenuti durante il loro trasporto da carceri occupati. Violazione grave di norme pattizie internazionali, oramai apprezzabile anche a titolo di principi di diritto internazionale generale, risulterebbe l’uso di armi chimiche (in particolare bombe al fosforo bianco, di cui ricordiamo il precedente da parte statunitense a Fallujah, in Iraq nel 2004) e biologiche, nonché di cluster bombs. E ci permetta al proposito una domanda: che ne è del documento redatto dall’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (S/1943/2021 del 12 aprile 2021) contenente «Second report by the investigation and identification team pursuant to paragraph 10 of decision C-SS-4/D.3 “Addressing the threat from chemical weapons use” Saraquib (Syrian Arab Republic) – 4 february 2018)»?

            Di particolare importanza in relazione alla constatazione di responsabilità al riguardo è la prova di quest’ultima non solo in capo all’autore materiale degli atti, ma anche ai suoi superiori gerarchici. Circa la responsabilità di un «capi» l’art. 28 dello Statuto della Corte prevede, come Lei sa, due presupposti: il primo è che l’imputato sia formalmente un comandante militare, oppure che questi abbia agito come un comandante militare di fatto; il secondo è che le forze armate siano sotto il suo effettivo comando, o autorità, e controllo. Il comportamento omissivo rilevante ai fini dell’attribuzione della responsabilità penale si concretizza quando la persona non ha esercitato un controllo adeguato sulle forze armate a lui sottoposte, ovvero ha omesso di prendere le misure necessarie e ragionevoli in proprio potere per prevenire la commissione del crimine, o per reprimerlo, o per presentare la questione alle autorità competenti per le indagini e l’azione penale. Circa l’elemento soggettivo, il dolo consiste nel fatto che l’imputato conosceva, o almeno avrebbe dovuto averne conoscenza, gli atti criminali che le forze a lui sottoposte stavano per commettere.

            Rispetto alla vicenda ucraina attuale l’autorità statale di vertice della Federazione russa, il Presidente Putin, ha pubblicamente rivendicato l’invasione - eufemisticamente battezzata «operazione militare speciale» - reiterandone l’intenzione di persistere. Per quanto riguarda i singoli crimini crediamo vadano applicati gli indicati criteri di attribuzione di responsabilità penale anche risalendo la catena di comando fino ai più alti livelli della gerarchia militare e politica (riprendiamo in tal senso, e rimandiamo a: M.G.Giammarinaro, Costruire la pace attraverso il diritto. Il ruolo della Corte penale internazionale, in Giustizia insieme (on line), 18 marzo 2022). Con ciò potendosi ovviare all’istituzione di un ennesimo Tribunale speciale, competente a giudicare ex post sul crimine di aggressione, quale tipizzato all’art. 8 bis dello Statuto di Roma ma non utilizzabile nel caso dalla Corte penale internazionale per carenza di link giurisdizionale (si veda C. Meloni, Come affrontare l’aggressione russa dell’Ucraina con gli strumenti del diritto (penale) internazionale, in Sistema Penale / SP (on line), 19 marzo 2022). E sulla condotta in questione non può non esser pure ricordato l’intervento di Stati Uniti d’America e Gran Bretagna, insieme ad Australia e Polonia, contro l’Iraq, motivato dall’inesistente minaccia di utilizzo da parte di quel regime di «armi di distruzione di massa».

            Comprendiamo bene le molteplici difficoltà che, nel percorso da noi auspicato, può incontrare il Suo lavoro; tuttavia, è questa l’occasione per dimostrare che il diritto può non essere annientato dalla forza e dall’usurpazione. Allo stesso tempo, crediamo che la divulgazione all’opinione pubblica dei risultati del lavoro investigativo svolto dall’ufficio della Procura in Ucraina a partire dal 2013, unitamente a quelli dell’investigazione che ha riguardato i fatti del 2008 in Georgia - dei quali moltissimi si sono troppo presto dimenticati e la cui drammaticità potrebbe essere oggi maggiormente compresa rispetto al passato, recuperando attualità - possa consentire all’opinione pubblica mondiale di formarsi un convincimento realmente informato in ordine agli avvenimenti che ci stanno portando sull’orlo di una terza guerra mondiale. 

Concludiamo il nostro appello facendo nostro un pensiero di Aharon Barak, già Presidente della Suprema Corte Israeliana: «la democrazia ci garantisce, come giudici, indipendenza e imparzialità. Il fatto di non essere tenuti a rendere contro delle nostre sentenze ci rende più forti contro le fluttuazioni dell’opinione pubblica. E la vera prova di questa indipendenza e imparzialità arriva in situazioni di guerra e terrorismo. Proprio in questi momenti, noi giudici dobbiamo tenerci stretti a principi e valori fondamentali». 

            Ecco, crediamo che il Suo lavoro, e quello della Corte, in questo drammatico momento storico siano un formidabile strumento per dimostrare che, anche in guerra, i principi internazionali dello Stato di diritto, del rule of law, non possono essere calpestati brutalmente.  

            La preghiamo di accogliere i sensi della nostra massima stima e gli auguri di buon lavoro.

 Avv. Guido Camera

(Presidente di ItaliaStatodiDiritto)

        [1] Il presente documento è stato elaborato da un gruppo di lavoro composti dai seguenti soci di ItaliaStatodiDiritto: Laurà Bertolè Viale (già avvocato generale presso la Corte di Appello di Milano nonché componente della delegazione italiana alla Conferenza di Roma del 1998 per l’adozione della Corte penale internazionale); Elisabetta Mentasti (avvocato, counsel Studio Chiomenti); Dino Rinoldi, professore ordinario di diritto internazionale presso l’Università Cattolica di Milano; Guido Camera (avvocato penalista, presidente di ItaliaStatodiDiritto).

RASSEGNA STAMPA

Ucraina: Italiastatodidiritto a Parlamento, intervenga la CPI
(ANSA) - ROMA, 05 APR 

Una lettera ai capigruppo di Camera e  Senato "con l'auspicio che il Parlamento italiano possa adottare  quanto prima iniziative di sostegno dell'azione della Corte penale internazionale", allegando l'appello inviato dall'associazione "Italia Stato di Diritto" al Procuratore  presso la stessa Corte, Karim Ahmad Khan, affinche' sia celebrato quanto prima "un processo pubblico sui crimini di guerra e contro l'umanita' che si stanno consumando in Ucraina dal 2013" e che vede come principale responsabile Vladimir Putin. E' l'iniziativa assunta oggi dall'avvocato Guido Camera, presidente di "ItaliaStatodiDiritto", l'associazione composta da avvocati, professori universitari ed ex magistrati. "Stiamo seguendo con attenzione il lavoro della Corte, finalizzato a fare chiarezza sui crimini di guerra e contro l'umanita' che si succedono in Ucraina dal 2013. A dicembre 2020, quando l'allora Procuratrice della Corte, Fatou Bensouda, aveva annunciato la conclusione della preliminary examination (l'istruttoria preliminare) in relazione a quanto accaduto nei precedenti sei anni e mezzo, eravamo rimasti colpiti dai numeri diffusi e in particolare dall'evidenza dei crimini di cui erano rimaste vittime migliaia di persone", si legge nella lettera di Camera ai capigruppo. "Si celebri quanto prima un processo pubblico sui crimini di guerra e contro l'umanita' che si stanno consumando in Ucraina dal 2013". (ANSA).

Ucraina: appello giuristi a Camere per azione in Corte Penale
(AGI) - Roma, 5 apr. -

Una lettera ai capigruppo di Camera e Senato "con l'auspicio che il Parlamento italiano possa adottare quanto prima iniziative di sostegno dell'azione della Corte penale internazionale", allegando l'appello inviato dall'associazione "Italia Stato di Diritto" al Procuratore presso la stessa Corte, Karim Ahmad Khan, affinche' sia celebrato quanto prima "un processo pubblico sui crimini di guerra e contro l'umanita' che si stanno consumando in Ucraina dal 2013" e che vede come principale responsabile Vladimir Putin. E' l'iniziativa assunta oggi dall'avvocato Guido Camera, presidente di "ItaliaStatodiDiritto", l'associazione composta da avvocati, professori universitari ed ex magistrati. "Stiamo seguendo con attenzione il lavoro della Corte, finalizzato a fare chiarezza sui crimini di guerra e contro l'umanita' che si succedono in Ucraina dal 2013 - si legge nella lettera di Camera ai capigruppo -. A dicembre 2020, quando l'allora Procuratrice della Corte, Fatou Bensouda, aveva annunciato la conclusione della preliminary examination (l'istruttoria preliminare) in relazione a quanto accaduto nei precedenti sei anni e mezzo, eravamo rimasti colpiti dai numeri diffusi e in particolare dall'evidenza dei crimini di cui erano rimaste vittime migliaia di persone". "Abbiamo percio' accolto con grande favore il referral (richiesta di procedere) proposto da numerosi Stati, tra cui l'Italia - ha aggiunto il presidente dell'associazione -, che ha consentito il rapido passaggio alla fase dell'investigation (indagini avanzate, che hanno gia' passato un primo vaglio di fondatezza delle prove raccolte nella istruzione preliminare) anche in relazione ai crimini commessi a partire dal 2013, per i quali, come detto, la Procura della Corte penale internazionale aveva gia' dichiarato di avere concluso la fase preliminare". "Per questo motivo abbiamo formalizzato un appello all'attuale Procuratore - ha concluso l'avvocato Camera -, con l'invito a celebrare quanto prima un processo pubblico sui crimini di guerra e contro l'umanita' che si stanno consumando in Ucraina dal 2013. Abbiamo anche chiesto al Procuratore di rendere pubblici i risultati del lavoro investigativo svolto in tutti questi anni dal suo ufficio in Ucraina, unitamente a quelli dell'investigazione che ha riguardato i crimini del 2008 in Georgia. Fatti terribili, dei quali moltissimi si sono troppo presto dimenticati e la cui drammaticita' potrebbe essere oggi maggiormente compresa rispetto al passato, recuperando attualita' e consentendo all'opinione pubblica mondiale di formarsi un convincimento realmente informato in ordine agli avvenimenti che ci stanno portando sull'orlo di una terza guerra mondiale". (AGI)Mol

Ucraina, Italiastatodidiritto: appello a Parlamento per iniziativa a Cpi  Ucraina, Italiastatodidiritto: appello a Parlamento per iniziativa a Cpi Lettera ai capigruppo di Camera e Senato
Roma, 5 apr. (askanews)

Una lettera ai capigruppo di Camera e Senato "con l'auspicio che il Parlamento italiano possa adottare quanto prima iniziative di sostegno dell'azione della Corte penale internazionale", allegando l'appello inviato dall'associazione "Italia Stato di Diritto" al Procuratore presso la stessa Corte, Karim Ahmad Khan, affinchè sia celebrato quanto prima "un processo pubblico sui crimini di guerra e contro l'umanità che si stanno consumando in Ucraina dal 2013" e che vede come principale responsabile Vladimir Putin. E' l'iniziativa assunta oggi dall'avvocato Guido Camera, presidente di "ItaliaStatodiDiritto", l'associazione composta da avvocati, professori universitari ed ex magistrati. "Stiamo seguendo con attenzione il lavoro della Corte, finalizzato a fare chiarezza sui crimini di guerra e contro l'umanità che si succedono in Ucraina dal 2013 - si legge nella lettera di Camera ai capigruppo -. A dicembre 2020, quando l'allora Procuratrice della Corte, Fatou Bensouda, aveva annunciato la conclusione della preliminary examination (l'istruttoria preliminare) in relazione a quanto accaduto nei precedenti sei anni e mezzo, eravamo rimasti colpiti dai numeri diffusi e in particolare dall'evidenza dei crimini di cui erano rimaste vittime migliaia di persone". "Abbiamo perciò accolto con grande favore il referral (richiesta di procedere) proposto da numerosi Stati, tra cui l'Italia - ha aggiunto il presidente dell'associazione - , che ha consentito il rapido passaggio alla fase dell'investigation (indagini avanzate, che hanno già passato un primo vaglio di  fondatezza delle prove raccolte nella istruzione preliminare) anche in relazione ai crimini commessi a partire dal 2013, per i quali, come detto, la Procura della Corte penale internazionale aveva già dichiarato di avere concluso la fase preliminare". "Per questo motivo abbiamo formalizzato un appello all'attuale Procuratore - ha concluso l'avvocato Camera -, con l'invito a celebrare quanto prima un processo pubblico sui crimini di guerra e contro l'umanità che si stanno consumando in Ucraina dal 2013. Abbiamo anche chiesto al Procuratore di rendere pubblici i risultati del lavoro investigativo svolto in tutti questi anni dal suo ufficio in Ucraina, unitamente a quelli dell'investigazione che ha riguardato i crimini del 2008 in Georgia. Fatti terribili, dei quali moltissimi si sono troppo presto dimenticati e la cui drammaticità potrebbe essere oggi maggiormente compresa rispetto al passato, recuperando attualità e consentendo all'opinione pubblica mondiale di formarsi un convincimento realmente informato in ordine agli avvenimenti che ci stanno portando sull'orlo di una terza guerra mondiale". Il testo integrale dell'appello al Procuratore presso la Corte Penale Internazionale è consultabile sul sito dell'associazione: www.italiastatodidiritto.it

UCRAINA. ITALIASTATODIDIRITTO: APPELLO A PARLAMENTO PER INIZIATIVA A CORTE PENALE INTERNAZIONALE
 (DIRE) Roma, 5 apr.

L'associazione di giuristi scrive ai capigruppo di Camera e Senato: ecco il nostro appello al  Procuratore. Il Parlamento assuma iniziative a sostegno della Cpi Roma, 5 aprile 2022 - Un lettera ai capigruppo di Camera e Senato "con l'auspicio che il Parlamento italiano possa adottare quanto prima iniziative di sostegno dell'azione della Corte penale internazionale", allegando l'appello inviato dall'associazione "Italia Stato di Diritto" al Procuratore presso la stessa Corte, Karim Ahmad Khan, affinchè sia celebrato quanto prima "un processo pubblico sui crimini di guerra e contro l'umanità che si stanno consumando in Ucraina dal 2013" e che vede come principale responsabile Vladimir Putin. E' l'iniziativa assunta oggi dall'avvocato Guido Camera, presidente di "ItaliaStatodiDiritto", l'associazione composta da avvocati, professori universitari ed ex magistrati. "Stiamo seguendo con attenzione il lavoro della Corte, finalizzato a fare chiarezza sui crimini di guerra e contro l'umanità che si succedono in Ucraina dal 2013 - si legge nella lettera di Camera ai capigruppo -. A dicembre 2020, quando l'allora Procuratrice della Corte, Fatou Bensouda, aveva annunciato la conclusione della preliminary examination (l'istruttoria preliminare) in relazione a quanto accaduto nei precedenti sei anni e mezzo, eravamo rimasti colpiti dai numeri diffusi e in particolare dall'evidenza dei crimini di cui erano rimaste vittime migliaia di persone".  "Abbiamo perciò accolto con grande favore il referral (richiesta di procedere) proposto da numerosi Stati, tra cui l'Italia - ha aggiunto il presidente dell'associazione - , che ha consentito il rapido passaggio alla fase dell'investigation (indagini avanzate, che hanno già passato un primo vaglio di fondatezza delle prove raccolte nella istruzione preliminare) anche in relazione ai crimini commessi a partire dal 2013, per i quali, come detto, la Procura della Corte penale internazionale aveva già dichiarato di avere concluso la fase preliminare". "Per questo motivo abbiamo formalizzato un appello all'attuale Procuratore - ha concluso l'avvocato Camera -, con l'invito a celebrare quanto prima un processo pubblico sui crimini di guerra e contro l'umanità che si stanno consumando in Ucraina dal 2013. Abbiamo anche chiesto al Procuratore di rendere pubblici i risultati del lavoro investigativo svolto in tutti questi anni dal suo ufficio in Ucraina, unitamente a quelli dell'investigazione che ha riguardato i crimini del 2008 in Georgia. Fatti terribili, dei quali moltissimi si sono troppo presto dimenticati e la cui drammaticità potrebbe essere oggi maggiormente compresa rispetto al passato, recuperando attualità e consentendo all'opinione pubblica mondiale di formarsi un convincimento realmente informato in ordine agli avvenimenti che ci stanno portando sull'orlo di una terza guerra mondiale". Il testo integrale dell'appello al Procuratore presso la Corte Penale Internazionale è consultabile sul sito dell'associazione: www.italiastatodidiritto.it. (Rai/ Dire)
 12:45 05-04-22

UCRAINA, GIURISTI: APPELLO A PARLAMENTO PER INIZIATIVA A CPI
 (9Colonne) Roma, 5 apr

Una lettera ai capigruppo di Camera e Senato "con l'auspicio che il Parlamento italiano possa adottare quanto prima iniziative di sostegno dell'azione della Corte penale internazionale", allegando l'appello inviato dall'associazione "Italia Stato di Diritto" al Procuratore presso la stessa Corte, Karim Ahmad Khan, affinchè sia celebrato quanto prima "un processo pubblico sui crimini di guerra e contro l'umanità che si stanno consumando in Ucraina dal 2013" e che vede come principale responsabile Vladimir Putin. E' l'iniziativa assunta oggi dall'avvocato Guido Camera, presidente di "ItaliaStatodiDiritto", l'associazione composta da avvocati, professori universitari ed ex magistrati. "Stiamo seguendo con attenzione il lavoro della Corte, finalizzato a fare chiarezza sui crimini di guerra e contro l'umanità che si succedono in Ucraina dal 2013 - si legge nella lettera di Camera ai capigruppo -. A dicembre 2020, quando l'allora Procuratrice della Corte, Fatou Bensouda, aveva annunciato la conclusione della preliminary examination (l'istruttoria preliminare) in relazione a quanto accaduto nei precedenti sei anni e mezzo, eravamo rimasti colpiti dai numeri diffusi e in particolare dall'evidenza dei crimini di cui erano rimaste vittime migliaia di persone". "Abbiamo perciò accolto con grande favore il referral (richiesta di procedere) proposto da numerosi Stati, tra cui l'Italia - ha aggiunto il presidente dell'associazione - , che ha consentito il rapido passaggio alla fase dell'investigation (indagini avanzate, che hanno già passato un primo vaglio di fondatezza delle prove raccolte nella istruzione preliminare) anche in relazione ai crimini commessi a partire dal 2013, per i quali, come detto, la Procura della Corte penale internazionale aveva già dichiarato di avere concluso la fase preliminare". "Per questo motivo abbiamo formalizzato un appello all'attuale Procuratore - ha concluso l'avvocato Camera -, con l'invito a celebrare quanto prima un processo pubblico sui crimini di guerra e contro l'umanità che si stanno consumando in Ucraina dal 2013. Abbiamo anche chiesto al Procuratore di rendere pubblici i risultati del lavoro investigativo svolto in tutti questi anni dal suo ufficio in Ucraina, unitamente a quelli dell'investigazione che ha riguardato i crimini del 2008 in Georgia. Fatti terribili, dei quali moltissimi si sono troppo presto dimenticati e la cui drammaticità potrebbe essere oggi maggiormente compresa rispetto al passato, recuperando attualità e consentendo all'opinione pubblica mondiale di formarsi un convincimento realmente informato in ordine agli avvenimenti che ci stanno portando sull'orlo di una terza guerra mondiale". (red)