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… il potere di giudicare i propri simili non può e non deve essere vissuto come potere. Per quanto possa apparire paradossale, la scelta della professione di giudicare dovrebbe avere radice nella repugnanza a giudicare, nel precetto di non giudicare; dovrebbe cioè consistere nell’accedere al giudicare come ad una dolorosa necessità, nell’assumere il giudicare come un continuo sacrificarsi all’inquietudine, al dubbio.

Leonardo Sciascia (1987)

immagine: Louis Janmot, Cauchemar, olio su tela, 1854, Lyon, Musée des Beaux Arts©

ISPEZIONI DELLA TERRIBILITA'

LEONARDO SCIASCIA E LA GIUSTIZIA
VENERDI' 9 APRILE 2021 | ore 15:00

Letture Massimo Bordin 2020 - 2021

Gli Amici di Leonardo Sciascia e l’Unione delle Camere Penali Italiane,
hanno il piacere di invitarLa al sesto incontro del ciclo, dal titolo:

«Terrificante è sempre stata l’amministrazione della giustizia, e dovunque. Specialmente quando fedi, credenze, superstizioni, ragion di stato o ragion di fazione la dominano o vi si insinuano»

(L. Sciascia, La strega il capitano)

 

Introduce e coordina

Simona Viola, avvocato, italiastatodidiritto.

Saluti

Giuseppe Sala, Sindaco, Comune di Milano

Emma Bonino, senatrice +Europa, presidente Comitato Nazionale Centenario Sciasciano Giuseppina Sansica, responsabile Biblioteca Sormani

Andrea Soliani, presidente Camera Penale di Milano Giovanni Capecchi, Amici di Leonardo Sciascia

Interventi

Salvatore Scuto, avvocato, UCPI

Paolo Squillacioti, filologo, CNR OVI di  Firenze, curatore Opere di Sciascia (Adelphi)

Vito Velluzzi, filosofo del diritto, Università Statale di Milano

Ennio Amodio, avvocato, emerito procedura penale, Università Statale di Milano

L’incontro sarà trasmesso in diretta streaming dalle pagine Facebook di:

Amici di Leonardo Sciascia (@amicisciascia)
http://www.facebook.com/amicisciascia

Todomodo (@todomodo)
http://www.facebook.com/todomodo

Istituto della Enciclopedia Italiana (@treccani)
http://www.facebook.com/treccani

Olschki Editore(@olschki)
http://www.facebook.com/olschki

sito di Radio Radicale
https://www.radioradicale.it/

Per ulteriori informazioni Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Ciclo di incontri per il Centenario della Nascita di Leonardo Sciascia

(Milano, Padova,Torino, Bari, Firenze, Palermo, Roma)
Unione Camere Penali Italiane - Amici di Leonardo Sciascia

Ogni problema della giustizia penale, resta destinato all’intelligenza di chi giurista non è.

Sta dentro questo pensiero di Massimo Nobili, il pilastro portante dei sette appuntamenti immaginati dal Centro Studi giuridici e sociali “Aldo Marongiu” dell’Unione delle Camere Penali Italiane e dall’Associazione Amici di Leonardo Sciascia. L’idea si affacciò sul finire del 2019 - trent’anni dalla morte del grande scrittore siciliano - e venne pensata come un cammino verso l’altra ricorrenza - 2021, centenario della nascita - nelle cui più ampie manifestazioni le Ispezioni vengono ad inscriversi: attingere alla produzione (soprattutto) narrativa dell’Autore; cogliervi ‘frasi-chiave’; propiziarvi un dialogo sopra, tra intellettuali di formazione ed estrazione diversa.

Conversando con Claude Ambroise, Sciascia affermava che «tutto è legato al problema della giustizia: in cui s’involge quello della libertà, della dignità umana, del rispetto tra uomo e uomo». Un pensiero centrale nella sua scrittura, un’ossessione, che -come per legge di natura- ha mosso i penalisti italiani a tributargli omaggio. Nel secolo trascorso, non v’è infatti intellettuale ‘profano’ che tanto si sia misurato col problema del giudicare, col rapporto tra giudice e legge, con i modi di procedere all’accertamento giudiziale, con la pena, con le degenerazioni e gli inquinamenti dell’amministrar giustizia.

Della sua ossessione, Sciascia conosce bene la terribilità. L’ha introvertita, constatando quali e quante atrocità portarono e portano quel nome. Ausiliano, ancora, riflessioni di Massimo Nobili: «Gli apparati e la loro storia mostrano miserie, falsità, sproporzioni. Certe “immoralità” sono endemiche: non emergono in momenti lontani o isolati; o per sbagli occasionali di qualche operatore; o solo per la scelta d’un modello procedurale invece d’uno diverso… Dunque è la “giustizia penale” in sé che infine ci coglie con un sapore amaro, molto amaro».

Tutti sappiamo che quella macchina sociale permane indispensabile. Ma altrettanto indispensabile è avere coscienza del suo duplice volto.

Sciascia ha disvelato imposture, lati scuri, bui. Chi ci segua in queste spaventose Ispezioni, evocando Camus, difficilmente potrà tornarvi identico a quando vi sarà entrato.