Pubblichiamo
la lettera di adesione
ad ITALIASTATODIDIRITTO.
dell'Avv. Luigi Maraghini Garrone.
“Non vi è libertà ogni qualvolta le leggi permettono che, in alcuni eventi, l’uomo cessi di essere persona e diventi cosa”.
Cesare Beccaria
Milano, 17 febbraio 2019
Carissime Silvia e Maria Nives,
ho profondamente riflettuto dopo il nostro incontro. Su quanto ci siamo detti, sulle possibili sinergie, sugli scopi che ItaliaStatoDiDiritto si prefigge.
Ho letto e riletto il manifesto e i contributi, cercando di capire se ne condividessi a pieno i contenuti. Come non ho mancato di sottolinearVi, sentivo da tempo l’esigenza che i giuristi alzassero la testa dai loro testi per contribuire allo sviluppo della res publica.
Ho altresì pensato alla mia triplice veste, di cittadino, di giurista, di esponente di una organizzazione umanitaria e a quanto la mia attività in Croce Rossa Italiana abbia riscoperto l’animus da cittadino partecipe, rimasto per un po’ di tempo sepolto sotto il peso della finanza speculativa, pur vista dal punto di vista, privilegiato, di un giurista.
Ho avuto il privilegio di crescere all’ombra familiare di storici, magistrati e giuristi che mi raccontarono di Piero Calamandrei e Benedetto Croce in una età in cui l’attenzione era rivolta ad altro.
Per questa e molte altre ragioni, pur in un momento in cui, come dicevo a Nives, lo spazio per un ulteriore impegno, a fianco di quelli professionale e umanitario, è pressoché nullo, mi sento di non poter lasciar cadere il nostro incontro e Vi confermo il fortissimo desiderio di aderire, quale associato fondatore, a ItaliaStatoDiDiritto: se solo avessi conosciuto l’iniziativa nella sua fase di pensiero, e ove me ne fosse stata data l’opportunità, avrei sicuramente aderito sin dall’inizio.
Mai come in questo momento, quando la tutela dei diritti è diventata questione di parte, credo importante ristabilire il giusto equilibrio tra bilanciamento degli interessi, viver comune e diritti fondamentali.
In un recente convegno in tema di diritti umani, ho ricordato questo passaggio di Cesare Beccaria: “Non vi è libertà ogni qualvolta le leggi permettono che, in alcuni eventi, l’uomo cessi di essere persona e diventi cosa”. Mai come oggi questo sta avvenendo, anche in Italia, anche in Europa.
E la sete di giustizia di cui parlava Kelsen rischia di trovare sollievo nell’odio invece che nel diritto.
Un caro saluto e grazie per l’opportunità concessami,
Luigi Maraghini Garrone